Tre spettacoli de I Teatri del Sacro in rassegna a Magenta (MI)

Dopo il buon successo della prima edizione, tre nuovi spettacoli per raccontare il sacro, scelti tra i vincitori del Concorso nazionale de I TEATRI DEL SACRO arrivano al Cinemateatro Nuovo di Magenta.
L’anno scorso era stato una sorta di esperimento, ma aveva funzionato molto bene e incontrato i favori del pubblico, a riprova che osare sfide difficili e proporre iniziative di spessore, all’apparenza perfino poco popolari, spesso si traduce in una buona idea e ha successo.
E poiché, al primo tentativo, la sfida è stata vinta, quest’anno la si rinnova. Così, a partire dal 20 febbraio, cinemateatroNuovo e l’Associazione Culturale Ariel propongono la seconda edizione de “I Teatri del Sacro” a Magenta.
Ecco gli appuntamenti della rassegna:
Mercoledì 20 febbraio 2013 – ore 21,15
Teatro minimo
Parabole di un Clown
(… e Dio nei cieli ride)
di Bruno Nataloni e Umberto Zanoletti
Mercoledì 13 marzo 2013 – ore 21,15
Teatro dell’Orsa / Compagnia Bella
Il Vangelo visto da un cieco
di Giampiero Pizzol
Mercoledì 10 aprile 2013 – ore 21,15
presso la Chiesa di San Rocco – Magenta
Alessandro berti in
L’abbandono alla Divina Provvidenza

Ancora repliche per gli spettacoli della prima e della seconda edizione

Segnaliamo la replica dello spettacolo PER QUELL’ACERBO DOLORE, da un testo di Giusi Quarenghi. In scena il giorno 8 febbraio 2013 alle ore 21 presso il Monastero degli Olivetani di Nerviano (Mi).

Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro con Fabrizio Fiaschini su  “Il Teatro e l’esperienza del Sacro” alle ore 20,30. 

Per informazioni e prenotazioni: 3474817456

Torna in scena a Roma domenica 17 febbraio lo spettacolo L’ABBANDONO ALLA DIVINA PROVVIDENZA, di e con Alessandro Berti, dal trattato spirituale di Jean Pierre de Caussade.

L’apprezzato titolo di Berti sarà alla Sala Santa Silvia di viale Sirtori (zona Portuense) alle ore 17,00.

Per informazioni e prenotazioni: info@teatrosantasilvia.it

 

sabato 26 maggio LA STORIA DI RUTH alla Sala Santa Silvia di Roma

Ultimo appuntamento della rassegna di primavera romana, lo spettacolo della compagnia ARIEL guida con intelligenza lo spettatore dentro le pieghe del Libro della Bibbia, mettendone in luce la trama significante. Temi alla base della storia di Ruth sono la solidarietà femminile, l’accoglienza dello straniero, il valore della fiducia e la determinatezza del coraggio.

Lo spettacolo alterna con particolare efficacia azione narrativa e interpretazione testuale: ne scaturisce una sorta di ‘dramma didattico’ estremamente coinvolgente, anche all’aiuto prezioso della musica dal vivo.

Sala Santa Silvia (viale G. Sirtori 2) ore 21
INGRESSI intero 5 euro, ridotto (under 30) 2 euro

 

Lucilla Giagnoni a Roma il 20 maggio con “Apocalisse”

Centrale Preneste Teatro, ore 21.00. Approda così finalmente a Roma l’ultimo lavoro di Lucilla Giagnoni, “Apocalisse”, episodio conclusivo della trilogia iniziata con “Vergine madre” e “Big Bang”.

Leggi l’articolo del SOLE 24 ORE sullo spettacolo.

Lo spettacolo, in scena a Centrale Preneste Teatro domenica prossima alle ore 21, è stato tra i più apprezzati nell’ultimo festival di Lucca (settembre 2011) e parte dal Vangelo di Giovanni e dall’Edipo di Sofocle per centrare il tema di svelamento e ri-velamento insiti nell’Apocalisse.

 

 

 

I Sacchi di Sabbia e Giulio Costa a Roma domenica 13 maggio al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma domenica 13 maggio andranno in scena due preziosi spettacoli che hanno debuttato al festival di Lucca.

I SACCHI DI SABBIA presentano ABRAM E ISAC, SACRA RAPPRESENTAZIONE IN CARTOON, “piccolo, delizioso spettacolo destinato ad affascinare qualsiasi tipo di pubblico”, come lo ha definito la critica (Rossella Battisti su L’Unità del 5/10/12).

Subito a seguire, la bruciante performance di Marco Sgarbi a firma Giulio Costa (vincitore del premio Dante Cappelletti 2011) propone una MESSA IN SCENA destinata a mettere al centro del palco i riti, religiosi quanto teatrali, in una performance di soli 20 minuti.

Teatro Biblioteca Quarticciolo – via Ostuni, 8
biglietti 5 euro, 2 euro
info 0645460705

Ecco quindi gli appuntamenti da segnare in agenda:

I Sacchi di Sabbia – Abram e Isac, sacra rappresentazione in cartoon
regia Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo, con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giulia Solano

Con Abram e Isac, sacra rappresentazione in cartoon, la compagnia I Sacchi di Sabbia compie una stupefacente acrobazia sulla fonte biblica, trasformando una sacra rappresentazione del Quattrocento in un’animazione che prende vita da un libro pop up. Nella semplicità di una cornice scenica scandita dal ritmo del tempo (una pila di libretti che si alza e si abbassa) si materializza così, davanti allo spettatore, un delizioso teatrino di carta che, quadro dopo quadro, restituisce la drammatica storia del sacrificio di Isacco in forma di sogno e di fiaba, lasciando a ciò che resta della nostra infanzia il compito di rimanere incantati.

Arkadis – Messa in scena
regia Giulio Costa, con Marco Sgarbi

Una fulminante performance sul significato e sull’attualità del rituale fondativo della fede cristiana: nello spazio vuoto della scena un attore assembla un rudimentale altare e un ambone, preparandolo per la messa, con la gestualità esperta e abitudinaria di chi ripete quotidianamente le stesse azioni. Solo che, sotto la focale del teatro, ogni movimento e ogni oggetto, decontestualizzati dal loro ambiente originario, si accendono di luce nuova, portando l’attore / prete e lo spettatore / fedele a riflettere sul senso di un rito vissuto troppo spesso superficialmente, dato quasi per scontato, fino al punto di massima intensità, quando, dopo la proclamazione della Parola, l’attore / prete alza per la prima volta gli occhi e fissa a lungo il pubblico, con uno sguardo interrogativo e penetrante, carico di domande conturbanti.

Judith e l’Angelo il 13 maggio a Centrale Preneste Teatro

appuntamento con la danza contemporanea per I Teatri del Sacro con il bellissimo JUDITH E L’ANGELO, una coreografia firmata da Julie Ann Anzillotti in scena a Centrale Preneste Teatro il 13 maggio alle ore 21.

“La leggenda di Giuliano” venerdì 11 maggio nella Sala Cantieri Scalzi di Roma

Racconto teatrale con musica dal vivo da La leggenda di S. Giuliano Ospitaliere
di Gustave Flaubert
11 MAGGIO 2012, ore 21.00
SALA CANTIERI SCALZI (via Pistoia 1B – Roma)
ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili
info e prenotazioni: mail segreteria@thiasos.it, tel. 388.1726565

scritto, diretto e narrato da Sista Bramini
musica vocale e strumentale interpretata da Camilla Dell’Agnola e Carla Taglietti
regia musicale di Camilla Dell’Agnola
costumi di Fiamma Benvignati
O Thiasos TeatroNatura

foto Francesco Carbone

La leggenda di Giuliano è una elaborazione in forma di racconto teatrale ispirata a La leggenda di S. Giuliano ospitaliere di Gustave Flaubert.
Narra l’anomala conversione di coscienza di Giuliano, cacciatore abilissimo ed efferato, che finisce per assassinare inconsapevolmente i suoi genitori, come un miracoloso cervo da lui trafitto gli aveva predetto.
Un cammino di solitudine e di espiazione estrema lo conducono ad una essenzialità del cuore, nella quale fiorisce un modo inedito di percepire la realtà, dentro e intorno a lui: il senso del vivente. È la percezione di qualcosa di vulnerabile e ripugnante – perché esposto alla morte – dalla cui accogliente compassione Giuliano riceverà il perdono, la coscienza trasformata e una gioia immensa.
Apparentemente estrema, la vicenda di Giuliano è quella di tutti noi, sempre più lontani dal contatto diretto con la natura e gli altri esseri viventi. Ci crediamo più potenti grazie ai ‘prodigi’ della tecnologia, ma siamo sempre meno vitali e sempre più schiavi del consumismo, esiliati dall’arte del vivere.
Il racconto travolgente è accompagnato dalla musica dal vivo e dal canto. Se gli strumenti, a corda e a fiato, evocano sonorità medievali nelle quali è ambientata la fabula, e il canto suggerisce e accompagna le tappe dell’educazione sentimentale di Giuliano e della sua metamorfosi spirituale, sono le percussioni, nella sensibilità dei timbri e dei ritmi, a suscitare profonda empatia rispetto a ciò che è vivo e palpita in noi e intorno a noi.

lo spettacolo si replica anche sabato 12 maggio alle ore 21.00
con ingresso riservato ai soci della Sala

mercoledì 18 aprile al Teatro Biblioteca Quarticciolo il teatro e natura di Lorenza Zambon


L’esperienza dell’incontro con “la natura” può portarci, (sì, proprio noi, adesso) ad un’esperienza del “sacro”?
Di che “sacro” stiamo parlando?
Ci sono luoghi che sono come porte. Quali sono questi luoghi per noi, persone in scena? E per voi?
Noi siamo la specie più importante dell’universo?
Cosa hanno a che fare sacro e selvatico?
Hanno pratiche comuni? Ascoltare, comunicare oltre ai confini fra le specie, ringraziare? Esultare?
Dov’è il giardino? E il giardiniere?
Il tempo è breve. Ci permettete di farvi un regalo?

Radice del progetto è l’incontro fra Lorenza Zambon (attrice-giardiniera che esplora da tempo la relazione fra teatro e natura) e un gruppo di giovani artiste aggregatosi all’interno del laboratorio “Coltivando il nostro giardino”, Roma gennaio –aprile 2010; esperienza forte tanto da produrre un gruppo che intende proseguire nella ricerca di un teatro “fuori dai teatri”, in senso fisico ma soprattutto poetico ed etico, volto a propiziare la comprensione, non solo razionale, di punti di fuoco su cui si possa basare un nuovo e più responsabile pensiero/sentimento della natura, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale che il contatto profondo con “la natura” implica inevitabilmente.

Il testo: drammaturgia originale di Lorenza Zambon basata su un lavoro di ricerca comune che ha preso le mosse dall’ esperienza personale delle artiste coinvolte, si è sviluppato sperimentando l’andare in natura, il fare anima di paesaggio, il coltivare i luoghi e, soprattutto, condividendo la pratica meditativa del giardinaggio; si è poi rafforzato e strutturato grazie alle suggestioni , ai riscontri e ai confronti con le opere di autori che hanno indagato la relazione con la natura in ambiti molto diversi quali Gary Snyder, Raimon Panikkar, Fritjof Capra, Pia Pera, Giuseppe Barbera, Ernesto e Adriana Giorgetti, Matteo Meschiari.
La creazione de “Il giardino sacro” si avvale inoltre della preziosa collaborazione di Carlo Actis Dato, grande e appassionato musicista, compositore ed esecutore dal vivo delle musiche.

La forma: questo è un teatro in cui interpreti e pubblico si guardano negli occhi.
“Il giardino sacro” non prevede una scenografia ma piuttosto un’installazione vegetale vivente: un orto-giardino temporaneo realizzato con supporti ottenuti con materiali poveri e di riciclo (cassette di plastica da vendemmia o da raccolta di olive, bottiglie, ecc.); uno spazio amichevole e conviviale in cui attrici e pubblico possono condividere con semplicità e divertimento un’esperienza comune e contemporaneamente un piccolo paradigma replicabile di orto metropolitano “del terzo millennio” trasportabile e realizzabile ovunque.

Domenica Giovanni Scifoni a Tor Bella Monaca

Guai a voi ricchi –papà era cattocomunista

di e con Giovanni Scifoni

Premio “i Teatri del Sacro” 2011 Premio “Golden Graal” 2011

Domenica 15 aprile ore 17 – Teatro Tor Bella Monaca

Ridotto 2 euro per giovani fino 30 anni, Intero 5 euroBotteghino: 062010579

DALLA STAMPA:
Il Sole 24 ore Renato Palazzi
“Sorprendente. Scifoni inventa un estroso racconto satirico sul cattocomunismo, i preti operai, la chiesa militante in America Latina (…) evoca un epoca, un buffo album di famiglia. Ha il coraggio della battuta irriverente, ma quando arriva a ricordare Romero o Camilo Torres, passa a toni più commossi e dimostra un autentico talento nel far coesistere senza scosse questi due livelli”
L’Unità Rossella Battisti
“Un testo ironico e denso, una partitura avvincente, e nonostante si concentri su tematiche dello spirito (il significato e l’attualità della parola di Dio) riesce a fare cassa di risonanza per domande e riflessioni che ci riguardano tutti, e da vicino. (…) Passaggi emozionanti, come la storia di Padre Esteban, che spiega come fu che diventò cieco. È bravo Scifoni, coinvolgente, non chiude la parabola ma la lascia aperta. Si esce con un sorriso e qualche domanda in più nella mente”
L’Avvenire Domenico Rigotti
“Il vero colpo di frusta arriva da Guai a Voi ricchi. Un monologo che trafigge la coscienza. Un racconto di crisi umane, paradossali, che costringono a laceranti, scandalose domande. (…) Con foga giovanile, scatti ribelli,grande capacità comunicativa ed energia mai al risparmio, Scifoni aggancia dal primo istante il pubblico ed è forse la punta di diamante di questa seconda riuscita edizione dei Teatri del Sacro”
DALLE NOTE DI REGIA:
“Guai? perché guai?… cioè, ve capitasse quarcosa de brutto? N’è mica giusto, scusa…”“Er comunista dice che se c’ho ’n motorino lo devo prestà a tutti, cani e porci, invece Gesù dice che… vabbè, che ne so’, su Gesù n’amo studiato gnente”
Il pubblico entra in sala accompagnato da un caotico montaggio di voci registrate, opinioni sconnesse, sono interviste di ragazzi fuori dalle scuole alla periferia di Roma, poi d’improvviso tuona il rock progressive della “Messa-Beat”, il Narratore comincia lo spettacolo e ci porta negli anni 60, quando il dibattito era vivo e cruciale, i giovani cattolici non parlavano d’altro, nelle salette parrocchiali si leggeva il capitale di Marx, si parlava di “peccato sociale”, c’erano i preti operai, le chiese occupate per protestare contro il Vietnam. Poi ci porta più lontano, in Colombia, con i preti guerriglieri e la teologia della liberazione, i canti di protesta di Victor Jara, sui muri di San Salvador i fascisti scrivevano “Sii patriottico, uccidi un prete”. Poi ci porta ancora più lontano, da S. Agostino, S. Giovanni Crisostomo e le omelie contro l’avarizia. Il narratore intreccia le storie con l’ironia, lo sberleffo e il paradosso. Ogni racconto provoca domande e tormenta la coscienza: i sacerdoti salvadoregni massacrati dagli squadroni della morte perché sospettati di comunismo, cosa sono diventati, martiri politici o martiri cristiani? Il narratore tortura il pubblico e se stesso con le domande che da 2000 anni l’uomo ostinatamente riformula: che vuol dire costruire il regno di Dio? Come ci dobbiamo organizzare? E Lui non poteva spiegarsi un po’ meglio? Che ne facciamo dei “cattivi”? La ricchezza è un delitto? Perdonare significa permettere che il male resti impunito? Chi perdona è un vile? È un pigro? Cristo è venuto per liberarmi dal mio peccato. Dal mio. E da quello degli altri?

GUAI A VOI RICCHI_Giovanni Scifoni