<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>elisafreedom &#8211; I Teatri del Sacro</title>
	<atom:link href="http://www.iteatridelsacro.it/author/elisafreedom/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.iteatridelsacro.it</link>
	<description>Un&#039;avventura dello spirito, una città come palcoscenico</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Oct 2020 18:00:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.0.3</generator>
	<item>
		<title>Tragedie e fantasie</title>
		<link>http://www.iteatridelsacro.it/tragedie-e-fantasie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elisafreedom]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 15:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.iteatridelsacro.it/?p=680</guid>

					<description><![CDATA[Colpo di&#8230;Grazia!, in scena al Teatro San Girolamo, si presenta come il primo ludodramma italiano, e, tra animazioni per bambini e sofferenze reali, coinvolge gli spettatori in un divertente gioco scenico. What a wonderful world fa da leitmotiv ad una storia di incomprensioni e riconciliazioni, in cui tutti siamo invitati a riscoprire, con un sorriso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Colpo di&#8230;Grazia!</em>, in scena al Teatro San Girolamo, si presenta come il primo ludodramma italiano, e, tra animazioni per bambini e sofferenze reali, coinvolge gli spettatori in un divertente gioco scenico. <em>What a wonderful world </em>fa da leitmotiv ad una storia di incomprensioni e riconciliazioni, in cui tutti siamo invitati a riscoprire, con un sorriso, il bambino che ancora è in noi.<br />
<a href="http://blog.iteatridelsacro.it/wp-content/uploads/BuonDioWEB.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-684 alignleft" alt="BuonDioWEB" src="/wp-content/uploads/2020/10/BuonDioWEB-220x300.jpg" width="220" height="300" /></a>Perfetti equilibristi e artigiani della scena, Laura Nardi e Danilo Nigrelli ripropongono, al San Micheletto, la raccolta di racconti <i>Storie del buon Dio </i>di Rilke. In un surreale “Ufficio domande rimaste senza risposta”, cercano di rispondere, con storie fabbricate con cura nella bottega della fantasia, alle fresche e sempre nuove domande dei bambini. Cinque tecniche teatrali diverse per altrettante storie, a tratteggiare con grazia la figura di un Dio artigiano e a ricordarci che, con lo sguardo creativo e trasparente dei bambini è ancora possibile ricostruire un Senso.<br />
In <i>Paranza, un miracolo</i>, nella chiesa di San Giovanni, davanti ad un’impalcatura spoglia, si<a href="http://blog.iteatridelsacro.it/wp-content/uploads/img01.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-683 alignright" alt="img01" src="/wp-content/uploads/2020/10/img01-266x300.jpg" width="266" height="300" /></a> muovono  quattro figure, eterogenee vittime della crisi sociale ed economica che attanaglia i nostri giorni: una signora danarosa ma terremotata, che vive nella propria automobile; un manager completamente votato al proprio lavoro che però è stato licenziato, una donna malata in attesa di cure, una cantante di talento disoccupata.<br />
Vicende tanto più vere quanto più drammatiche, che culminano nella necessità interiore e inevitabile di una preghiera, canto e rito insieme. Una paranza, per implorare la grazia di vedersi restituita la propria dignità: l’impalcatura diventa allora statua sacra caricata sulle spalle, mentre le voci salgono a implorare giustizia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra visioni e semplicità: la seconda giornata del Festival</title>
		<link>http://www.iteatridelsacro.it/tra-onirismo-e-quotidianita-la-seconda-giornata-del-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elisafreedom]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 15:13:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.iteatridelsacro.it/?p=669</guid>

					<description><![CDATA[  Teatrino Giullare apre la seconda giornata del Festival con Canti del guardare lontano, al Teatro San Girolamo. Il testo di Scabia è l’onirico racconto del viaggio di un cavallo e di un cavaliere, tra galassie neonate, oltre il confine del tempo. Gli attori si muovono su una scenografia polifunzionale, che è, di volta in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.iteatridelsacro.it/wp-content/uploads/CANTI-DEL-GUARDARE-LONTANO_TeatrinoGiullare.jpg"><img loading="lazy" class=" wp-image-673 alignleft" alt="Stairway to the sky" src="/wp-content/uploads/2020/10/CANTI-DEL-GUARDARE-LONTANO_TeatrinoGiullare-260x300.jpg" width="178" height="206" /></a>  Teatrino Giullare apre la seconda giornata del Festival con <i>Canti del guardare lontano</i>, al Teatro San Girolamo. Il testo di Scabia è l’onirico racconto del viaggio di un cavallo e di un cavaliere, tra galassie neonate, oltre il confine del tempo. Gli attori si muovono su una scenografia polifunzionale, che è, di volta in volta, tetto di una casa e china di monte. Sprazzi di visioni e di poesia, per un allestimento che affronta il tema della ricerca del senso in chiave immaginifica.<br />
<a href="http://blog.iteatridelsacro.it/wp-content/uploads/LA-RADIO-E-IL-FILO-SPINATO_roberto-abbiati-foto-lucia-balldini.jpg"><img loading="lazy" class=" wp-image-674 alignright" alt="LA RADIO E IL FILO SPINATO_roberto abbiati foto lucia balldini" src="/wp-content/uploads/2020/10/LA-RADIO-E-IL-FILO-SPINATO_roberto-abbiati-foto-lucia-balldini-300x200.jpg" width="245" height="176" /></a>Molto più essenziale la scena di Abbiati, al Complesso del San Micheletto, per lo spettacolo <i>La radio e il filo spinato</i>. Tra oggetti significanti e mutevoli, la vicenda di Padre Massimiliano Kolbe viene narrata, come dichiarano gli attori stessi, innanzitutto attraverso le scenografie e le testimonianze di chi l’ha conosciuto. Senza che appaia mai in scena, la figura del prete cattolico, al tempo stesso vigorosa e delicata, si delinea in modo scarno e intenso, fino alla sua morte nel campo di concentramento di Auschwitz, dove la sua passione per la radio e il suo sacrificio scavalcano una volta per tutte il filo spinato della banalità del male.<br />
All’aperto, nella suggestiva cornice del cortile del San Micheletto, <a href="http://blog.iteatridelsacro.it/wp-content/uploads/SECONDO-ORFEA_Margherita-Antonelli.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-675 alignleft" alt="SECONDO ORFEA_Margherita Antonelli" src="/wp-content/uploads/2020/10/SECONDO-ORFEA_Margherita-Antonelli-300x231.jpg" width="247" height="191" /></a>si conclude la serata con lo spettacolo <i>Secondo Orfea</i>, di e con Margherita Antonelli. Sul palcoscenico solo un tavolo, un cesto di vimini e qualche lenzuolo bianco per raccontare, con le parole semplici di una popolana vicina di casa e balia di Gesù, la vicenda del Cristo. Il monologo, comico e vivace, ha lo sguardo quotidiano e ironico degli umili, e si scioglie, nel doloroso culmine della Passione di Cristo, in una delicatissima materna commozione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via I Teatri del Sacro</title>
		<link>http://www.iteatridelsacro.it/al-via-i-teatri-del-sacro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elisafreedom]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 16:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.iteatridelsacro.it/?p=666</guid>

					<description><![CDATA[Con la triade di spettacoli Clarel, T/empio, e Labirinto, il Festival ha esordito ieri a Lucca, negli spazi del Teatro San Girolamo, del San Micheletto e della Chiesa di San Giovanni. Valter Malosti apre con Clarel, tratto dall’omonimo e sconosciuto poema di Melville, composto dal grande romanziere vent’anni dopo un viaggio nei luoghi sacri di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la triade di spettacoli <i>Clarel</i>, <i>T/empio</i>, e <i>Labirinto</i>, il Festival ha esordito ieri a Lucca, negli spazi del Teatro San Girolamo, del San Micheletto e della Chiesa di San Giovanni.<br />
Valter Malosti apre con <i>Clarel</i>, tratto dall’omonimo e sconosciuto poema di Melville, composto dal grande romanziere vent’anni dopo un viaggio nei luoghi sacri di Gerusalemme, vissuto come ricerca di sé e della fede. Poema monumentale -ci dice Malosti nell’introduzione-, con una storia costruita a specchio su quella biografica di Melville, straordinariamente interiore e visionaria. Malosti sceglie di raccontare il cammino interiore di Clarel, giovane seminarista e novello Dante, su semplici linee evocative tracciate dalla musica. In un concerto per voce, oud, chitarre e live electronics, il dramma del sacro è suggestivamente abbracciato alla moltitudine di credo di Gerusalemme, dove Luc Messinezis ha realizzato i vibranti field recordings.<br />
Il duo Carullo-Minasi, per <i>T/empio</i>, sceglie, invece, una rappresentazione dialogica e ironica, sempre comunque sospesa sul filo della commozione; sullo sfondo di una stilizzata scenografia in bianco e nero, i due attori rielaborano il testo classico dell&#8217;<i>Eutifrone </i>di Platone, in un processo per sottrazione che è gioco serio, in cui la parola e il concetto sono restituiti alla loro limpida Verità.<br />
Quasi privo di parole, al contrario, l’allestimento della compagnia Teatri35, che, con <i>Labirinto</i>, ha modellato dal vivo, nel suggestivo spazio della chiesa di San Giovanni, le opere di pittori celebri raffiguranti icone sacre. Ricostruiscono così un cammino da fuori a dentro il Labirinto (e ritorno), che sincronizza musica e gesto purissimo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
