• domenica 11 giugno, ore 17

  • Ascoli Piceno

Punto di partenza dello spettacolo è il tema dell’incontro inteso come occasione di conoscenza dell’altro da sé. Altro tema centrale è quello della povertà, sia quella economica che quella di spirito. Su questi due temi s’incastona il racconto di Gabriel Garcia Marquez, dal titolo “Un signore molto vecchio con certe ali enormi”. Nello svolgersi del racconto emergono tutte le figure archetipiche di una polis: i semplici ed ignoranti pescatori (umili, talvolta anche cattivi); il prete e la sua perpetua (indagatori ufficiali dell’evento celeste); i vescovi e i bambini, i ladri, i poeti ed i generali d’armata. Tutti incontrano questo “essere diverso da loro”.

L’autore sudamericano, nell’intreccio degli avvenimenti, crea una dimensione fantastica, quasi irreale, come ad esempio nel racconto della donna che si era trasformata in ragno per punizione divina, o nel personaggio che conta i battiti del proprio cuore ininterrottamente. C’è molta poesia in queste figure umane che vivono in una dimensione totalmente avulsa dal contesto reale. Anche nella messa in scena permane un velo emozionale di poesia, irrealtà. Traendo spunto dagli avvenimenti del racconto di Garcia Marquez, la vicenda si colloca in un immaginario luogo marino della Liguria. Una spiaggia dove i pescatori raccolgono le reti per prendere il pesce e portarlo al mercato: tra i saraghi e le acciughe, coperto di alghe marine e granchi, spunta un uomo, un vecchio e con le ali. Quel giorno hanno pescato un angelo!

Erbamatta è una compagnia di teatro per l’infanzia che opera da 30 anni lavorando in scena con le tecniche del teatro di figura animata e manipolazione di oggetti. In scena c’è un attore / narratore che, nello sviluppo dello spettacolo, agisce a vista nella movimentazione delle scenografie e nell’animazione dei pupazzi. Il luogo dell’azione è un quadrato con ai bordi tanti oggetti (contenitori dei pupazzi) e sopra alla testa tante forme luminose per creare diversi spazi emozionali. Al centro della scenografia l’attore, seduto, che narra. Il supporto sonoro prevede un sottofondo di onde che si infrangono sulla riva. Un “rumore” costante già presente all’entrata del pubblico nella sala. Su questo tappeto sonoro si mescolano trallaleri liguri (canti polifonici della tradizione) a musiche eseguite con strumenti a corda (chitarra, bouzouki, mandolino) per creare intralci emotivi nell’arco della narrazione eseguita dal vivo.

Teatro Erbamatta

di e con
Daniele Debernardi

Altri Spettacoli