Santo Piacere

Dio è contento quando godiamo?

  • sabato 10 giugno, ore 19

  • Teatro Ventidio Basso

Il piacere è un peccato o il peccato è un piacere?

Non c’è sesso senza amore è solo il riff di una canzone o una verità assoluta?

Come la mettiamo con il VI Comandamento?

Tutti dobbiamo fare i conti con la nostra carne e troppo spesso i conti non tornano.

Anima e corpo sono in guerra da sempre, alla ricerca di una agognata indipendenza. Come in tutte le guerre, nel tempo mutano le strategie e i rapporti di forza. Ma noi, credenti, bigotti o atei incalliti, continuiamo ad inciampare nelle nostre mutande, tra dubbi e desideri.

Scifoni ha un piano: porre fine all’eterno conflitto tra Fede e Godimento e fare luce su una verità definitiva e catartica, dove l’anima possa ruzzolarsi sovrana nel sesso e il corpo finalmente abbracciare l’amore più puro, in grazia di Dio.

Sequestra così per un’ora il mezzo il pubblico e lo pone al centro di un esperimento unico e irresistibile, avventurandosi tra vizi, ragioni e sentimenti della fauna umana, oscillando come un’esilarante pendolo tra gli estremi del sesso e della Fede, in metamorfosi continua tra i suoi personaggi, il morigerato Don Mauro schiavo di un catechismo improbabile e l’illuminato Rashid, pizzettaio musulmano modernista.

In un flusso di coscienza tempestoso e irresistibile, alto e comico al contempo, Scifoni fa rimbalzare Papi e martiri, santi e filosofi, scimmioni primitivi e cardinali futuribili, anni ’80 e Medioevo, dribblando continuamente la tentazione di un meraviglioso e furastico corpo femminile che incombe sulla scena a intervalli regolari per saggiare l’effettiva disintossicazione da sesso del pubblico; liberandosi di pregiudizi, luoghi comuni e vestiti, Scifoni ci trascina seminudo a riva con l’ultimo sorprendente quadro, che sembra mettere finalmente d’accordo Piacere e Santità: un ballo lento degli affetti e dei ricordi che ci farà uscire, dopo tante risate, con le lacrime della commozione.

Dio ha riempito il suo mondo di piaceri. Li ha inventati lui i piaceri. E gli è piaciuto inventarli. “Dio vide che era cosa buona” diciamo ogni anno a messa nella notte di Pasqua.

Mettere limiti al piacere rovina il piacere, ma il piacere senza limiti è mostruoso, doloroso. E se il piacere fosse legato proprio al suo limite? Non esiste dichiarazione più romantica di questa: mi piaci così come sei.

Engage

di e con
Giovanni Scifoni

regia
Vincenzo Incenzo

produzione
Engage di Enrico Griselli

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