Programma

19 giugno 2019

20 giugno 2019

  • Voci fuori scena - Incontri con il pubblico

    Ore 12:00
    L’Impronta

  • 82 Pietre

    Ore 18:00
    Teatro Ventidio Basso

  • Solitudo

    Ore 20:30
    San Pietro in Castello

  • Acquasantissima

    Ore 22:00
    Teatro Ventidio Basso

21 giugno 2019

  • Voci fuori scena - Incontri con il pubblico

    Ore 12:00
    L’Impronta

  • Sporco Negro

    Ore 19:30
    Teatro dei Filarmonici

  • Settanta volte sette

    Ore 21:30
    San Pietro in Castello

22 giugno 2019

  • Voci fuori scena - Incontri con il pubblico

    Ore 12:00
    L’Impronta

  • Piccoli Funerali

    Ore 17:00
    Luogo da definire

  • U figghiu

    Ore 20:30
    Teatro dei Filarmonici

  • Simeone e Samir, dialoghi notturni tra un cristiano e un musulmano

    Ore 22:00
    San Pietro in Castello

23 giugno 2019

Ad Ascoli Piceno

1
2
3
4
5
1

Teatro Ventidio Basso
Spettacoli
Via del Trivio

2

San Pietro in Castello
Spettacoli
Via San Pietro in Castello

3

Teatro dei Filarmonici
Spettacoli
Via delle Torri

4

Chiesa SS. Vincenzo e Anastasio
Spettacoli
Piazza Ventidio Basso

5

L’Impronta
Incontri con il Pubblico e Info Point
Piazza Bonfine Antonio 11

Il Festival

Il sacro e la scena contemporanea

I Teatri del Sacro non è solo un Festival, e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni. È innanzitutto un’avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni contemporanee, sempre più diffuse, fra il teatro, la tensione spirituale e le inquietudini della ricerca religiosa: un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della fede, acceso dall’azione drammatica.
Uno sguardo inedito e originale, che in questi dieci anni si è imposto nel panorama nazionale per l’interesse e la qualità dei lavori presentati, scelti e co-prodotti attraverso una lunga e articolata selezione a cui, anche per questa edizione, hanno partecipato oltre 250 artisti e compagnie provenienti da tutta Italia.
Le conferme e il successo ottenuti non hanno tuttavia cristallizzato I Teatri del Sacro nella scontata replicazione di un format sempre uguale a se stesso: se vuole davvero essere uno sguardo vivo e contemporaneo sulla questione del sacro, aperto a credenti e non credenti, il Festival non può adagiarsi sul baluardo sicuro di ipotetiche certezze, ma deve assumersi i rischi del cambiamento, per cogliere gli sviluppi e i nuovi interrogativi che la prospettiva religiosa pone al tempo presente.

Il Festival ad Ascoli Piceno

Così è stato nella scorsa edizione del 2017, con lo spostamento della sede da Lucca ad Ascoli Piceno, per andare incontro alla domanda di riscatto culturale e sociale di una città e di una comunità colpite duramente dal terremoto, ma nello stesso tempo custodi tenaci di una bellezza e di un desiderio di innovazione e creatività che hanno saputo trasformare il Festival in un’intensa  esperienza comunitaria di rigenerazione sociale, oltre che artistica.
Proprio per questo sarà ancora Ascoli Piceno ad ospitare, dal 19 al 23 giugno, la nuova edizione del Festival, che quest’anno coinciderà con il suo decennale (2009-2019). Una ricorrenza importante, che ha spinto gli ideatori e gli organizzatori a un’ulteriore passo avanti nella configurazione del palinsesto, sempre in linea con l’urgenza di adeguare il profilo artistico dell’iniziativa alle domande più attuali sulla fede.

Gli spettacoli

A guidare le scelte degli spettacoli e a caratterizzare il programma sarà infatti l’orizzonte tematico evocato dalle Opere di Misericordia, sintesi emblematica di un concetto di carità che si fa azione, coniugando la dimensione verticale del rapporto con Dio con quella orizzontale della solidarietà verso il prossimo.
Uno slancio spirituale e materiale la cui importanza, nella società di oggi, è stata recentemente ribadita proprio da Papa Francesco che, nella Misericordiae Vultus, ha visto nei molteplici volti della Misericordia i segni di un impegno verso l’altro che non si accontenta di proclami e belle parole, ma si pone realmente al servizio delle fragilità e delle povertà, lottando contro il paradigma dominante della disuguaglianza, della marginalizzazione e della rabbia verso chi è più indifeso e vulnerabile.
Lungo questa linea di rinnovata attenzione all’agire misericordioso si collocheranno dunque gli 11 spettacoli in scena ad Ascoli: cinque nuovi debutti in prima nazionale, selezionati fra le proposte under 35 che hanno aderito al Bando di Concorso (a cui si aggiunge la performance realizzata dagli allievi del Corso OTS Lab – Operatori di Teatro per il Sociale), e cinque lavori già prodotti, scelti sia per la loro originale interpretazione delle Opere di Misericordia, sia per favorire la loro visibilità all’interno di un circuito nazionale in evidente sofferenza, dove gli artisti e le compagnie fanno sempre più fatica ad essere premiati in termini di distribuzione.

Lo spettatore al centro

Non sono però solo gli spettacoli a caratterizzare l’anima del Festival. Da sempre infatti I Teatri del Sacro hanno voluto mettere al centro dell’esperienza di visione lo spettatore, non solo durante ma anche (e soprattutto) prima e dopo la messa in scena, nella consapevolezza che il teatro sia in prima istanza un processo di condivisione di senso con il pubblico, sui confini fra arte e vita.
Nasce così l’idea di organizzare Voci fuori scena: una serie di incontri fra gli artisti e il pubblico, momenti condivisi di riflessione e di approfondimento dei contenuti e delle suggestioni evocate dagli spettacoli, che si terranno ogni giorno alle 12.00 presso la sede dell’Associazione l’Impronta.
Inoltre, proprio per il particolare intreccio fra tensione spirituale e impegno sociale che caratterizza questa edizione del Festival, si è scelto di dedicare due appuntamenti di Voci fuori scena a due aspetti dell’agire misericordioso che attraversano più spettacoli del Festival e toccano da vicino due questioni scottanti della nostra contemporaneità: l’educazione alla legalità, per una nuova etica sociale e il dialogo con la differenza culturale e religiosa.
E ancora, sempre nella prospettiva di valorizzare lo spettatore come soggetto attivo del processo spettacolare, anche per questa sesta edizione verrà riproposto il laboratorio per il pubblico coordinato dalla Casa dello Spettatore: un vero e proprio itinerario di approfondimento sul significato e sull’attualità delle Opere di Misericordia, a partire dalla visione degli spettacoli.

Il teatro per il sociale

Ma non solo. La vocazione solidale insita nelle Opere di Misericordia guarderà in questa edizione del decennale anche ad una delle frontiere più innovative e frequentate della teatralità
contemporanea: quella del teatro sociale, che raccoglie l’ampio spettro delle pratiche performative tese a favorire i processi di cura, inclusione e benessere delle persone, delle comunità e dei beni comuni.
Un orizzonte che ha visto il Festival de I Teatri del Sacro direttamente coinvolto, con l’associazione Minimo Teatro, nel progetto OTS Lab: un Corso di alta formazione per Operatori di Teatro per il Sociale, realizzato in collaborazione con il Comune e la Diocesi di Ascoli e con il sostegno della Fondazione Carisap, con l’obiettivo di formare nuove giovani professionalità che potranno nei prossimi anni impiegare le loro competenze e le loro risorse nelle varie aree dell’educazione, della cura e della fragilità sociale, con particolare riferimento ai processi di ricostruzione post-terremoto.
Saranno dunque alcuni dei giovani partecipanti a presentare all’interno del Festival, come esito finale del loro percorso, una performance ispirata alle Opere della Misericordia, come segno della loro presenza sul territorio e della loro disponibilità a pensare nuovi progetti teatrali di rigenerazione sociale.

Fabrizio Fiaschini
Direttore Artistico

Voci fuori scena

Da sempre I Teatri del Sacro hanno concepito il Festival in senso partecipativo, mettendo lo spettatore al centro dell’esperienza di visione degli spettacoli, non solo durante ma anche (e soprattutto) prima e dopo la messa in scena, nella consapevolezza che il teatro sia in prima istanza un processo di condivisione di senso con il pubblico, sui confini fra arte e vita.

In questa prospettiva, la dimensione partecipativa del Festival prenderà corpo sia nel laboratorio proposto dalla Casa dello Spettatore, sia in una serie di incontri con gli artisti che abbiamo voluto chiamare Voci fuori scena: momenti di riflessione e di approfondimento sulle suggestioni evocate dagli spettacoli, che si terranno ogni giorno alle 12.00 presso la sede della Associazione l’Impronta.

Inoltre, in linea con il tema dominante proposto quest’anno, incentrato sulle Opere di Misericordia, si è scelto di dedicare due appuntamenti di Voci fuori scena a due aspetti dell’agire misericordioso che attraversano più spettacoli del Festival toccando da vicino due questioni scottanti della nostra contemporaneità: l’educazione alla legalità, per una una nuova etica sociale, e il dialogo con la differenza culturale e religiosa.

Gli appuntamenti in programma:

La relazione fra il linguaggio sacro e quello delle mafie

  • Venderdi 21 Giugno 2019

    Ore 12:00
    L’Impronta

    Ne parlano:

  • Fabrizio Pugliese

    autore di Acquasantissima nonché attore e regista dello spettacolo, frutto di anni di studio del fenomeno ‘ndranghetista in Calabria.

  • Don Giacomo Panizza

    prete bresciano, vive in Calabria da oltre trent’anni. Nel 1976 ha fondato a Lamezia Terme la comunità “Progetto Sud”. Dal 2002 vive sotto scorta per essere stato testimone di giustizia contro un clan mafioso e per aver preso in gestione per attività sociali un edificio confiscato alla ‘ndrangheta.

  • Manuela Iatì

    giornalista, ha lavorato presso l’emittente Reggio Tv; poi approda a Rete Kalabria (Vibo Valentina), Tele Spazio Calabria e infine a Sky come corrispondente dalla sua Regione; inviata per Piazzapulita nella stagione 2013, ha collaborato per varie testate quali Ilfattoquotidiano.it e Calabria Ora. Autrice di alcuni libri e saggi d’inchiesta, attualmente è inviata nella
    redazione romana di Sky Tg24.

Dialogo Interreligioso: Cristianesimo e Islam a 800 anni dall’incontro fra San Francesco e il Sultano

  • Domenica 23 Giugno 2019

    Ore 12:00
    L’Impronta

    Ne parlano:

  • IGNAZIO DE FRANCESCO

    autore del testo dello spettacolo SIMEONE E SAMIR è monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata, la comunità fondata da Giuseppe Dossetti. Si occupa di letteratura cristiana antica in lingua siriaca e di fonti islamiche dell’epoca classica. Collabora con il Gruppo Islam dell’Ufficio nazionale ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ed è delegato per il dialogo della Chiesa di Bologna. La sua esperienza con i detenuti musulmani è descritta in Leila della tempesta (2016), opera diventata pièce teatrale.

  • ALESSANDRO BERTI

    attore, regista e drammaturgo, si occupa da tempo del sacro e di dialogo interreligioso. Simeone e Samir è il secondo spettacolo sul tema dopo Leila della Tempesta.

  • DON GIULIANO SAVINA

    parroco di Greco a Milano, è Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Cei. Protagonista di numerose iniziative dedicate al dialogo e all’accoglienza, tra cui il celebre Refettorio Ambrosiano, nel 2016 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro per il suo servizio a sostengo dei più deboli.

  • ALESSANDRO ZACCURI

    giornalista del quotidiano «Avvenire», ha esordito come narratore nel 2003 con il reportage Milano, la città di nessuno. Per Mondadori ha pubblicato i romanzi “Il signor figlio” (2007, Premio Selezione Campiello), “Infinita notte” (2009) e “Dopo il miracolo” (2012, Premio Frignano e Premio Basilicata). È inoltre autore dei racconti raccolti in “Che cos’è una casa” (Cittadella, 2009), dell’ebook “Il Deposito” (40k, 2010), del racconto per ragazzi “Peppi va alle Hawaii” (San Paolo, 2013) e di alcuni saggi sui temi dell’immaginario contemporaneo: “Citazioni pericolose” (Fazi, 2000), “Il futuro a vapore” (Medusa, 2004) e “In terra sconsacrata” (Bompiani, 2008).

  • MARCO SANTARELLI

    soggettista, regista, produttore di documentari e autore televisivo. Nel 2009 firma la regia del suo primo lungometraggio: “GenovaTripoli”, nel 2010 realizza il mediometraggio “Interporto”, nel 2011 fonda la produzione Ottofilmaker ed è produttore e regista del lungometraggio “Scuola Media”, con cui vince il premio UCCA al 29° Torino film Festival e il “prix Restitution du Travail Contemporain” al Festival Internationale “Filmer le Travail” di Poiters.  Nel 2012 dirige il suo terzo lungometraggio: “Milleunanotte”, girato nel carcere Dozza di Bologna. Nel 2013 realizza il documentario Lettera al Presidente che ottiene la menzione speciale ai Nastri d’Argento. Nel 2015 dirige il film documentario Dustur sull’esperienza del Monaco Ignazio De Francesco con i detenuti musulmani a Bologna.

La Casa dello Spettatore è innanzitutto, semplicemente, una casa: un luogo accogliente dove, per tutta la durata del festival, il pubblico può trovarsi e, in qualche modo, ritrovarsi nella sua identità di spettatore, ossia di protagonista ineludibile (troppo spesso ignorato) dello spettacolo. Perché non solo senza spettatore non esiste spettacolo, ma la sua stessa vita si deve alla memoria tenace degli spettatori che lo fanno sopravvivere e durare nel tempo, nutrendo la quotidianità dell’esistenza.

Per questo da sempre il Festival de I Teatri del Sacro ha dedicato spazi e percorsi specifici al pubblico e al suo ruolo fondamentale di co-autore e interprete degli spettacoli in cartellone. Nelle precedenti edizioni questa attenzione aveva preso le forme di un laboratorio intensivo sulle relazioni fra il sacro e la scena, condotto da un gruppo ristretto di spettatori che assistevano a tutti gli spettacoli, chiamato non a caso I 70 – visioni e condivisioni, sulla suggestione dei leggendari traduttori della Bibbia.

Visioni e Condivisioni

Anche per la VI edizione del Festival, in scena dal 19 al 23 giugno prossimi, I Teatri del Sacro, in collaborazione con la Casa dello Spettatore di Roma propongono un laboratorio di visione per approfondire il rapporto tra i temi e i linguaggi degli spettacoli inediti selezionati per la rassegna e le Opere di Misericordia quale orizzonte progettuale della sesta edizione del festival I Teatri del Sacro.

Il laboratorio prevede un seminario introduttivo e un ciclo di incontri, preliminari e successivi alla visione degli spettacoli, curati da due mediatori di Casa dello Spettatore con il supporto di materiale didattico appositamente predisposto per l’occasione e secondo la metodologia della didattica della visione.

Calendario delle attività
  • Giovedì 20 giugno 2019, ore 15:00 – 17:30
    Seminario introduttivo e incontro preliminare alla visione di 82 pietre di Nutrimenti Terrestri e Acquasantissima di Ura Teatro
  • Venerdì 21 giugno 2019, ore 16:00 – 18:30
    Incontro successivo alla visione di 82 pietre di Nutrimenti Terrestri e di Acquasantissima di Ura Teatro e preliminare alla visione di Sporco Negro di Kronoteatro e Settanta volte sette di Collettivo Controcanto
  • Sabato 22 giugno 2019, orario da definirsi (durata 2h e 30min.):
    Incontro successivo alla visione di Sporco Negro di Kronoteatro e Settanta volte sette di Collettivo Controcanto e preliminare alla visione di U Figghiu di Nastro di Mobius
  • Domenica 23 giugno ore 15:00 – 17:30
    Incontro successivo alla visione di U Figghiu di Nastro di Mobius e chiusura dei lavori
Iscrizioni

Il laboratorio è gratuito. Per iscriversi basta solo inviare una mail a teatridelsacro@gmail.com entro e non oltre il 14 giugno 2019.

PAC-PaneAcquaCulture è una delle maggiori piattaforme virtuali di narrazione multimediale dell’arte contemporanea e dello spettacolo dal vivo in Italia. Il Gruppo PaneAcquaCulture da anni è impegnato nella ricerca e nell’analisi delle dinamiche estetiche, semiotiche e culturali che collegano i linguaggi dell’oggi a quelli del tempo futuro per essere testimone attivo, attraverso la cultura, dei cambiamenti nella società. Le attività di PAC si concentrano su reportage e recensioni per offrire uno sguardo ampio vivo ed indipendente sulla scena artistica contemporanea, insieme ad interviste e videoreport per chiedere, conoscere, capire ed offrire un contatto vero e diretto con chi fa arte.
Con una redazione nazionale di oltre 30 persone, grazie al suo lavoro capillare sul territorio italiano PaneAcquaCulture ha raggiunto (nel 2018) 75.000 visitatori unici ed oltre 105 mila pagine lette.

PAC-PaneAcquaCulture è media partner della sesta edizione del Festival I TEATRI DEL SACRO, durante i giorni dell’evento (19-23 giugno, Ascoli Piceno) con i suoi giornalisti seguirà gli spettacoli e gli appuntamenti in programma che verranno raccontati in una serie di articoli e interviste pubblicati sul portale.

Chi Siamo

Direzione Artistica
Fabrizio Fiaschini

Direzione Generale
Francesco Giraldo

Direzione Organizzativa
Sabina de Tommasi

Coordinamento Organizzativo
Tiziana Vox

Segreteria Organizzativa
Angela Marconi

Direzione Tecnica
Luca Febbraro

Commissione Selezionatrice

Gabriele Allevi
Claudio Bernardi
Alessandro Berti
Natalia Di Iorio
Ernesto Diaco
Fabrizio Fiaschini
Francesco Giraldo

Ideazione

Gabriele Allevi
Claudio Bernardi
Ernesto Diaco
Fabrizio Fiaschini
Francesco Giraldo
Domenico Pompili
Vittorio Sozzi

Ufficio Stampa
Marina Saraceno

Grafica
Fabio Perroni
Serena Aureli

Video
Paolo Righini

Foto di scena
Eugenio Spagnol

Staff
Davide Cioffrese

Un Progetto promosso da

Con la collaborazione di

Media Parner

Con il contributo di

Contatti

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